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Molin: "A Pesaro sarà una battaglia, a noi manca continuità"

Reduce da tre sconfitte consecutive tra EuroCup e Serie A, la Dolomiti Energia Trentino (2/3) approccia il match in programma domenica alle 18 (diretta discovery+) sul parquet della Carpegna Prosciutto Pesaro (1/4) conscia delle proprie difficoltà, tanto a livello individuale quanto come collettivo. Una settimana con le valigie in mano, per Forray e compagni, reduci dalla trasferta di Andorra. “È una settimana impegnativa – commenta l’head coach Lele Molin – e domenica sarà un’altra battaglia. Pesaro è in pieno restyling dopo il cambio dell’allenatore ma è reduce da una sconfitta sfortunata, dovremo essere pronti a trarre insegnamento dalle esperienze che abbiamo già vissuto”.

Lele Molin, head coach dell'Aquila Basket (foto Severino Bigi)
Lele Molin, head coach dell'Aquila Basket (foto Severino Bigi)

La flessione di Reynolds

L’allenatore mestrino accetta di parlare delle difficoltà della sua squadra. Cominciando dalla flessione più clamorosa, quella di Cameron Reynolds, uomo-copertina nelle prime quattro giornate di campionato, in calo contro Treviso e in Spagna. “È venuto un po’ meno – ammette Molin – per un tiratore come lui è necessario adeguarsi al livello del gioco ed in particolare alla difesa degli avversari. Non è una preoccupazione, è un passaggio obbligato, perché i nostri avversari si preparano, il nostro obiettivo dev’essere saper reagire, trovare vantaggio da quello che la difesa avversaria è costretta a fare”.

I limiti del collettivo

Al di là di quelle individuali (anche Flaccadori ad Andorra non ha brillato, mentre hanno giocato una buona partita Caroline e Saunders e Molin ha speso parole di grande considerazione per il lavoro di Williams), ci sono le difficoltà dell’Aquila Basket come collettivo. “Mercoledì non abbiamo avuto continuità – prosegue il tecnico – è difficile recuperare dopo aver commesso certi errori, non siamo riusciti a coronare i nostri sforzi. In questo momento non riusciamo ad avere continuità, né individualmente né come gruppo, e questo ci sta costando caro. Quando, nel terzo periodo, siamo arrivati a -2, non siamo riusciti a negare ai nostri avversari canestri facili. È un problema di squadra, non riusciamo a spendere bene un fallo, a fermare l’attacco avversario con fisicità ed esperienza, il nostro in questo senso è un gruppo giovane, immaturo, per questo dico che dobbiamo fare tesoro di quello che abbiamo già vissuto assieme”.

Gli avversari: coach Banchi, Larson, Delfino e Jones

Passata sotto la guida tecnica di Luca Banchi dopo le dimissioni di Aza Petrovic, Pesaro ha appena aggiunto il talento del play/guardia Tyler Larson (già a Varese, Oldenburg e Bamberg) a quello dei suoi leader naturali, la guardia/ala piccola Carlos Delfino e il centro Tyrique Jones. “A Venezia hanno perso una partita che sembravano aver già vinto – conclude Molin – dopo solo tre giorni di gestione Banchi, adesso mi aspetto che Luca abbia saputo incidere dal punto di vista tecnico e che Pesaro sappia impattare la partita molto bene dal punto di vista difensivo”.

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