Jamarr Sanders: "Ora il mio cuore batte per Derthona"
Domenica la Dolomiti Energia Trentino (6/4) torna alla BLM Group Arena per sfidare la neopromossa Bertram Derthona (5/5). Una matricola terribile, la squadra di Marco Ramondino, capace di battere i campioni d'Italia della Virtus Segafredo Bologna, forte della possanza dell’ala Mike Daum (13,9 punti e 7 rimbalzi di media) e dell’esperienza di Ariel Filloy e dell’ex Jamarr Sanders. Trentatreenne guardia di Chicago, in maglia Dolomiti Energia nelle stagioni 2014/15 e 2015/16, Jamarr è stato tra i protagonisti della promozione in Serie A dei piemontesi ed è orgogliosissimo di essersi conquistato il ritorno nel massimo campionato sul parquet di Tortona, dimostrando peraltro di valere abbondantemente la LBA (26,89 minuti, 9,3 punti, 3,8 rimbalzi e 2,7 assist di media). Lasciò Trento dopo un brutto infortunio, ma conserva comunque buoni ricordi di quell’esperienza.
Jamarr Sanders, facciamo un passo indietro: questa è la tua seconda stagione a Tortona, la prima per Derthona in Serie A. Raccontaci qualcosa della scorsa annata in A2, dei tifosi, dell’emozione di raggiungere un traguardo storico per la società.
Ho firmato a Tortona con un obiettivo in testa, vincere il campionato. La società ha messo assieme i giocatori giusti e noi siamo stati capaci di trovare la giusta chimica. Tutti si sono sacrificati per il bene superiore della squadra. Con il problema della pandemia, i tifosi non hanno potuto sostenerci sempre al 100%, ma quando ai playoff le restrizioni sono state un pochino allentate sono stati un grandissimo aiuto, specie in certe partite. Sono orgoglioso di aver dato ai miei compagni, allo staff tecnico, ai tifosi ed alla città il mio contributo per fare assieme qualcosa che rimarrà nella storia.
Il vostro bilancio di questi primi mesi in Serie A è positivo? E il tuo bilancio personale?
Tutti avremmo voluto avere risultati migliori, ma il bilancio a questo punto è comunque soddisfacente. Abbiamo molto spazio per migliorare. Per quanto mi riguarda, partita dopo partita sto facendo passi nella giusta direzione, ma anch’io ho ampi margini di miglioramento.
Dimmi qualcosa a proposito della città, della zona nella quale lavori e vivi: ti piace il Piemonte, lo preferisci al Trentino?
Tortona è una piccola città, un posto tranquillo, perfetto per me. A me piace anche essere vicino ai centri più grandi. Se dovessi scegliere tra questa regione e il Trentino, credo che sceglierei il Piemonte.
Ti manca qualcosa, di Trento?
La mia famiglia arriva in Italia tra un paio di settimane: in quel momento avrò tutto quello che desidero.
Negli anni scorsi hai avuto la possibilità di tornare a Trento?
Ricordo con piacere i miei tempi a Trento, ma da parte mia non c’era più l’interesse per tornare.
Furono due stagioni positive, o no?
Certo, conobbi persone molto importanti delle quali sono amico ancora oggi. Ho giocato la prima stagione di Trento in Serie A, i primi playoff, ed ho aiutato la squadra a raggiungere il livello dell’Eurocup. Non ho niente di male da dire su Trento.
Domenica però sarà una battaglia.
Non c’è dubbio. Trento è una squadra dura, di talento. Io penso che siano in un buon momento, nonostante le recenti sconfitta a Trieste e Krasnodar.
Chi sono i migliori giocatori di Derthona, assieme a te?
Penso sia una questione opinabile. Quest’anno abbiamo diversi giocatori che possono guidarci, a seconda della partita. È quello che fa di noi una squadra unica.
C’è un giocatore in particolare che temete di Trento? Il tuo vecchio compagno di squadra Forray, o Flaccadori playmaker?
Non temiamo nessuno, ma ho grande rispetto per Toto e per Flacca, che è cresciuto molto bene in questi anni.