Flaccadori: "In Italia non credo di giocare con un'altra maglia"
Entrare nella long list del c.t. azzurro Meo Sacchetti era uno degli obiettivi che Diego Flaccadori si era prefisso, l’estate scorsa, quando ha deciso di lasciare almeno momentaneamente il Bayern Monaco per ritrovare nella “sua” Trento un ruolo da protagonista. Il 25enne bergamasco ci è riuscito grazie a diverse prestazioni sopra le righe con una squadra dal rendimento più che soddisfacente in campionato (4/3) ma assolutamente insufficiente in EuroCup (0/4). In questa intervista, con Diego – che negli ultimi mesi ha cambiato anche mano di tiro e ruolo, da guardia a play - abbiamo parlato del suo percorso e di quello della Dolomiti Energia Trentino, alla vigilia di un impegno severo come quello di sabato sera (ore 20) sul parquet della Happy Casa Brindisi (6/1).
Diego Flaccadori, sei tornato nella long list di Meo: merito del cambio di mano, del cambio di ruolo o del cambio di squadra?
Un po’ un mix. Tornare in Nazionale (il play dell’Aquila Basket vanta sei presenze in azzurro, ndr) era uno di miei primi obiettivi. Adesso però dobbiamo aspettare le convocazioni vere e proprie per capire se ci sarò davvero. Io credo che questo primo risultato sia frutto del percorso di questi ultimi due anni, nel corso dei quali sono cresciuto professionalmente e a livello di gioco. Il cambio di mano è andato bene, il cambio di ruolo è sicuramente uno dei fattori della mia crescita, mi ha portato ad una dimensione diversa, ho più modi per essere utile alla squadra. Più che il cambio di squadra, direi che è stato importante il cambio di nazione, perché in Germania giocavo soprattutto in campionato e non è molto seguito.
Raccontaci come sono nati i tre cambi.
Il cambio di mano è avvenuto all’inizio del lockdown: volevo fare una prova, perché avevo buone sensazioni tirando con la destra, maggiore sensibilità, e al ritorno in campo è andata subito bene. È un processo ancora in corso ma non ho mai avuto dubbi sulla sua opportunità. Il cambio di ruolo è un passo che ho fatto nella speranza di giocare in Eurolega, soffrivo troppo a marcare guardie di 2 metri e 110 chilogrammi, ma anche spinto dalla visione di Trinchieri. Mi sono fidato di un allenatore molto esperto e sono sicuro che sia la strada giusta per me. Il cambio di squadra è stato molto semplice: volevo tornare a giocare, mi sono messo sul mercato e quando è arrivata Trento non ho avuto dubbi, perché sapevo che avrei trovato tranquillità, sicurezze. È stato tutto molto veloce.
Come sono stati questi primi mesi a Trento?
Trento è la città che, anche quando smetterò di giocare, sarà sempre uno dei miei punti di riferimento. Qui ho trovato la mia fidanzata e vivo in un bel posto come il quartiere delle Albere. E anche la squadra l’ho ritrovata bene. Certo, come sempre è cambiata tanto, sapevamo che la preseason e la Supercoppa sarebbero state impiegate per la costruzione, ma il processo sta procedendo bene. È vero che in EuroCup non ci siamo ancora sbloccati, ma l’impegno infrasettimanale è proprio l’occasione per provare a crescere, ritengo più importante la partita di campionato. Però siamo dei professionisti e dobbiamo fare dei passi avanti anche in coppa. In generale, la squadra sta crescendo, abbiamo diversi modi per essere efficaci.
Si parla di coperta corta, troppo corta per giocare due grandi partite in una settimana. È così?
Sicuramente dobbiamo fare tutti un passo avanti per giocare una grande partita anche al martedì o al mercoledì. Non ci stiamo riuscendo, anche perché lo sforzo del weekend è alto. Ma, ripeto, siamo professionisti e dobbiamo imparare a recuperare le energie per la partita infrasettimanale, sono convinto che se ci riuscissimo potremmo provare a migliorare il nostro rendimento anche in EuroCup.
Personalmente, in cosa ritieni di poter ancora migliorare?
Sicuramente devo fare un passo avanti in difesa, anche per dare maggior tranquillità ai miei compagni, ma anche nella gestione del ritmo della partita: quando accelerare e quando invece ragionare, gestire un possesso più lungo per far respirare la squadra. Non devo impiegarci due azioni per capirlo.
Veniamo all’attualità più stretta: sabato giocate sul campo della vicecapolista Brindisi, che di giocatori nella long list di Meo ne ha quattro, a cominciare da Gaspardo… Un brutto cliente.
Sarà una partita molto complicata, loro hanno perso solo una volta, affrontarli in casa loro sarà ancora più difficile. Noi però dobbiamo pensare a noi stessi, pensare che abbiamo vinto quattro partite, che abbiamo le nostre qualità, confermare quelle e migliorare nelle cose che facciamo meno bene.
Tornando in Nazionale ti si potrebbero aprire altre porte. Per il futuro sogni di tornare a Monaco da titolare o magari di raggiungere l’Eurolega con una grande squadra italiana?
Io non credo che in Italia giocherò con una maglia diversa da quella dell’Aquila Basket. Ma il mio sogno è l’Eurolega e, anche considerato il fatto che ho ancora un contratto che mi lega al Bayern, difficilmente potrò farlo con Trento.