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A2 femminile

Confermata fra le Sisters anche Valentina Marcello

La conferma di Valentina Marcello nel nuovo roster della Pallacanestro Bolzano rappresenta un passaggio importante, perché la giocatrice porta, oltre alla varietà dei suoi movimenti offensivi ed alla grande grinta in difesa, anche una ventata di freschezza. Si tratta di un 4 veloce, solido in difesa, con una buona mano e movimenti estrosi in attacco. Questo il suo biglietto da visita.

Dalle giovanili ad un anno da protagonista in A2. Te lo aspettavi?
«Ho avuto la fortuna e la capacità di ritagliarmi molti minuti di gioco in un campionato difficile e competitivo come la A2. Ho condiviso il parquet con compagne di squadra che negli anni passati vedevo dalla tribuna. Ho trovato avversarie molto forti e tutte mi hanno insegnato qualche cosa. Ho giocato anche in momenti difficili della stagione e molte volte sono entrata nello starting five. Per me quindi si è aperto un mondo».
I viaggi lunghissimi non vi hanno fiaccato
«L'inizio è stato veramente shockante. Trasferte in pullmann da 7/8 ore, viaggi ripetuti a Milano per prendere i voli, eravamo come le Atlete della WNBA. Poi abbiamo cercato di trarre dalla difficoltà l'aspetto positivo ed abbiamo usato i viaggi come momenti di aggregazione. Verso il finale di stagione ci siamo abituate. Una esperienza che porteremo nel nostro bagaglio di difficoltà superate».
Soddisfazioni e sassolini nelle scarpe?
«Essere considerata importante nel contesto squadra sia come persona sia come giocatrice anche da compagne che hanno interessi ed esperienze diverse dalle mie. Sassolino nella scarpa forse il dispiacere di non essere mai stata convocata ad una selezione finale per la Nazionale giovanile. Sul campo ho dato dimostrazione che forse meriterei qualche opportunità per competere. Ma so anche che il Trentino Alto Adige non scomoda volentieri i talent scout della Federazione, che considerano la nostra terra una sorta di periferia. Ma qui il basket femminile è molto giocato. Forse in futuro riceveremo qualche attenzione maggiore».
Pregi e difetti?
«Lavoro duro in allenamento e sono molto competitiva. Mi ritengo una giocatrice bidimensionale, mi piace l'attacco e sono anche intensa nella fase difensiva. Ho molti difetti, la mia giovane età non mi ha dato equilibrio nelle prestazioni, se sbaglio tendo a reagire in maniera ombrosa. Ma assieme al coach ci sto lavorando e imparerò a sbagliare senza farne una tragedia».
Obiettivi per la prossima stagione?
«Voglio continuare a progredire in maniera decisa e veloce. Sono disposta a fare sacrifici per ritagliarmi un posto in squadra. Quindi allenamenti anche in estate con obbiettivi tecnici e fisici. Voglio arrivare al raduno pre-campionato pronta ad incontrare le mie nuove compagne di squadra e magari essere pronta a rubare loro minuti in campo. Mi immagino di trovare, oltre a Karin Kuijt, altre top player che mi possano dare ulteriori stimoli ed insegnamenti. So che la società sta lavorando in questo senso».
Il Covid-19 ha colpito duro i più giovani.
«Per noi questi due anni sono stati veramente difficili. Nessuna socialità, poca possibilità di frequentare le compagne di squadra e trovare momenti di condivisione. Poi la DAD, sempre incollati al PC e la tristezza nel vedere molte compagne di squadra delle giovanili perdersi e smarrirsi. Il nostro gruppo U19 ha sempre lavorato con la Prima squadra, abbiamo tutte fatto importanti progressi. Ma altre nostre compagne non hanno avuto la stessa fortuna ed hanno abbandonato».

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