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Si consegnano le borse di studio in nome di Manuel Bobicchio

Sabato 1 dicembre al PalaTrento nell’intervallo della gara tra Bitumcalor Trento e Tezenis Verona (palla a due ore 20.30) si terrà la consegna delle tre borse di studio in ricordo di Manuel Bobicchio. Le tre borse di studio, del valore di 500 euro cadauna, verranno consegnate ai tre giocatori del settore giovanile bianconero che nella passata stagione hanno conseguito i migliori risultati scolastici a fronte di un impegno costante in palestra. A premiare un ragazzo/a delle scuole Medie, uno/a del Biennio delle Scuole Superiori e uno/a del Triennio delle Scuole Superiori saranno i genitori di Manuel, Walter e Francesca, e Giovanni Zobele, ex Presidente dell’Aquila Basket Trento e uno dei soci dell’Aquila Basket, che proprio anni fa hanno deciso di istituire questa borsa di studio arrivata alla sesta edizione. Sei anni fa, infatti, nel 2006/07, nel settore giovanile dell’Aquila Basket Trento giocava Manuel Bobicchio: per il talentuoso ragazzo era il primo anno in maglia bianconera, dopo essere cresciuto nel settore giovanile della Virtus Riva. Nel giugno del 2007, all’età di 17 anni, purtroppo Manuel ci ha lasciati per un male improvviso. Proprio da allora, in ricordo di Manuel, per volontà dei soci dell’Aquila Basket Trento sono state istituite le tre borse di studio per onorare il ricordo di un ragazzo, che nella stagione a Trento con la maglia delle giovanili bianconere si era fatto apprezzare per le doti umane che sapeva portare sia in campo che nei banchi di scuola. Manuel frequentava il terzo anno dell’Istituto “De Carneri” di Civezzano e riusciva a coniugare, senza lamentarsi, l’impegno in palestra e quello scolastico. Proprio per questo motivo ai soci della società trentina, in accordo con Francesca e Walter, genitori di Manuel, è parso che il modo migliore per ricordare l’insegnamento di Manuel fosse quello di dare un premio in suo onore a chi, tra i ragazzi del settore giovanile dell’Aquila Basket Trento, sapesse quotidianamente far convivere l’impegno nel basket e nella scuola.
Di seguito ecco il bellissimo ricordo di Manuel, che cortesemente ci ha inviato il professor Giovanni Scalfi, docente di Lettere dell’Istituto Ivo de Carneri di Civezzano, che è stato insegnante di Manuel.
“Manuel era un ragazzo esigente. E lo era innanzitutto con se stesso, il che spesso distingue le persone intelligenti da quelle ottuse, che tendono invece ad essere esigenti innanzitutto con gli altri. Manuel voleva dare il meglio di sé, sia nella scuola che nello sport, e non accettava tanto facilmente l’idea di doversi, almeno talvolta, accontentare. Ma questo non era il risultato di un carattere smodatamente ambizioso o di una presunzione dovuta ad un eccesso di autostima: semplicemente Manuel era un ragazzo serio, che attribuiva un valore profondo all’impegno, alla qualità ed alla quantità delle energie da mettere in quello che faceva.
Anche questo rendeva Manuel una bella persona: il fatto cioè che nulla di tutto questo lo appesantisse, né tantomeno lo portasse a fare pesare agli altri questo suo rigore. Era una severità leggera la sua, una serietà sorridente che trasmetteva a chi aveva intorno e ce lo faceva amare. Certo, era esigente anche con gli adulti, sapeva riconoscere con lucidità le responsabilità educative di chi si occupava di lui, dei suoi allenatori e dei suoi professori, ma soprattutto dei suoi genitori, dei quali nei suoi temi scriveva con infinito affetto e con la maturità di chi sa riconoscere anche i limiti e i difetti umani di chi ama comunque incondizionatamente, con la gratitudine che esprimeva sapendo di essere a sua volta profondamente amato.
Manuel non era un ragazzo fuori dal comune, era come molti altri suoi coetanei, ma la distanza e il dolore che si sono depositati in fondo a noi ci spingono a ricordarlo come un adolescente diverso dagli altri. Ascoltiamo quotidianamente adulti che proclamano con certezza e con una bella dose di faccia tosta la loro disistima verso i giovani d’oggi, sui quali scarichiamo tutto il nostro cinico disincanto accusandoli di non avere valori, di essere superficiali, di essere peggiori di come eravamo noi alla loro età. Siamo solo accecati dalla nostra paura di invecchiare e dalla nostra ignoranza di fronte ad un mondo che cambia rapidamente e che non siamo abbastanza intelligenti da capire. I giovani d’oggi sono belle persone, guardateli con calma e con serenità e ritroverete in loro il sorriso di Manuel, la sua serietà ed il suo amore, perché Bobo era un ragazzo eccezionale, come lo sono tanti altri.”

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