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Divisione Regionale 2

Valla prova a darci indicazioni sulla nuova stagione

Ormai un veterano ai nostri microfoni e fine conoscitore della DR2, dalla sua postazione privilegiata, Alberto Valla, coach dei Blue Bear e “vate” della difesa quale arma principale nel basket, ci parla della sua “creatura”, ma sopratutto prova a dirci come sarà la nuova stagione, oltre a svelarci un segreto unico della sua squadra.

Innanzitutto, com'è andata la stagione, sapendo che non possiamo esimerci da una domanda così classica?

«Alla fine la stagione la ritengo per noi positiva, abbiamo confermato il quinto posto come nell’anno precedente, in una situazione in cui secondo me il livello si era alzato molto e ritengo che le prime quattro squadre erano decisamente superiori, sia a livello fisico che di gioco, ma anche che si allenavano tre volte a settimane, quindi era giusto che fossero avanti a noi. Siamo riusciti a fare un po' di più di quello che magari sulla carta potevamo fare, stando davanti all’Alto Adige e ai Night Owls, che senza problemi avrebbero potuto chiudere in classifica meglio di noi. Il bilancio di sconfitte e vittorie è uguale, sia in regular season che dopo nel post season e questo anche è una cosa positiva.»

Che basket è quello della DR2, si sta evolvendo, è un parcheggio rispetto alla serie superiore o che senso ha per com'è strutturata adesso?

«La DR2 in questo momento è un po' diventata quella serie D che c'era negli anni scorsi, ci sono delle squadre che l'hanno dimostrato come il Maia Merano, apprezzate ma soprattutto dotate di atleti giovani e che si allenano anche tre volte la settimana. Rispetto alla DR1 manca ancora un po' di atletismo e allenamento e poi la voglia di andare in giro per il Triveneto, insomma però se noi guardiamo la vecchia serie D regionale penso che a livello tecnico siamo abbastanza uguali.»

Sicuramente un'uscita importante quest’anno, a metà corsa circa avete perso il capitan storico, Bisagno, che è andato ad aggiungersi ad un’altra assenza importante. Come hai gestito la situazione?

«Siamo riusciti tra virgolette a sopperire alcune uscite che potevano darci un colpo importante, in primis il capitano come hai detto tu in piena stagione, fra l’altro eravamo partiti anche senza Angelini, e sulla carta non era di certo un’inizio facile, quindi è andata meglio di quanto potevamo sperare.»

Di pochi giorni fa la notizia che il Maia Merano non si iscriverà al campionato di DR1. Te che ci hai giocato contro, come vedi la questione anche perché la cosa è sulla bocca di tutti in questa calda estate?

«La notizia è stata molto sorprendente, perché al di là della squadra che avevano, mi pareva che c'era proprio la convinzione di voler testare una serie superiore, il Merano aveva già provato qualche anno fa ma non era andata tanto bene e che quindi, proprio la società volesse avere un certo impulso nel promuovere il Maia. Se poi alla fine ci pensiamo in questo momento sarebbe stata l'unica squadra in Alto Adige in DR1, dopo i Piani Bolzano poteva essere la seconda società nella provincia di Bolzano, quindi è molto sorprendente questo. Penso che per loro sarà dura il prossimo anno, certamente non saranno allo stesso livello che in questa stagione.»

Guardando la situazione un po' da fuori, diciamo che conosciamo benissimo le ambizioni dei Blue Bear, che sono medio alte però senza mai fare voli pindarici, chi è la favorita della nuova stagione o le favorite? Quest'anno sarà un anno in transizione perché l'anno scorso il campionato è stato ucciso già da subito dal Maia, in quello prima vinto da un Rovereto sornione che è venuto fuori alla lunga e quello prima ancora più o meno uguale, con il Civezzano vincente partito non da favorito. Che campionato sarà questo invece?

«Io penso che Gardolo e Pergine siano le favorite. A conferma di ciò quello che hanno fatto lo scorso anno, Pergine a mio avviso aveva ottenuto il massimo che poteva ottenere, mentre il Gardolo forse ha ottenuto il minimo. Da quello che mi risulta manterranno lo stesso organico, il Gardolo lo ha confermato qualche giorno fa, anche Pergine credo stia facendo lo stesso. Il Pergine dovrebbe consolidarsi con il Lagorai, ma non perdendo giocatori, ma con un cambio di guida di allenatori, questo è quello che ho sentito. Contro il Gardolo noi abbiamo giocato la nostra peggior partita l'anno scorso, all’andata dei quarti, poi magari abbiamo giocato una delle migliori partite al ritorno. All'andata fu devastante e in quell'occasione la loro squadra era di un livello tecnico superiore. Andava molto bene il Gardolo, poi dovrà trovare più che altro quella continuità che l'anno scorso non ho avuto. La stagione appena terminata li ha visti chiudere al terzo posto nella regular season e poi perdere in semifinale con il Pergine, ma il secondo posto era certamente alla loro portata di mano.»

Novità nei Blue Bear, fuoriusciti ed entranti per il prossimo imminente campionato?

«Lo zoccolo duro è confermato, ma come detto più volte dal nostro ex capitano Bisagno, ogni stagione siamo più vecchi di un anno ed è una squadra dove c’è gente che ha vari impegni importanti, la famiglia per esempio, come Angelini che ha avuto un figlio o come Dalla Porta, magari sono giocatori che non si vedono molto sui tabellini, ma nell’economia del funzionamento della squadra stessa sono fondamentali. Sullo zoccolo duro non ci lamentiamo, abbiamo invece sui giovani diverse questioni, abbiamo un certo tipo di fuoriuscita. Lo scorso anno avevamo quello che noi chiamavamo il "clan dei Tommasi", in ordine Tommaso Molo che ci aveva raggiunti a gennaio il quale sarà un anno all’estero (giocherà nel TTL Basketball Bamberg, N.d.A.). Un'altro ragazzo giovane, Tommaso Costantin che c'era con noi l'anno precedente e l'anno scorso è arrivato dopo febbraio, anche lui torna in Veneto, sempre per motivi di studio, e sono due giovani 2003-2004 che davano consistenza alla squadra. Poi abbiamo Tommaso Beltrame il quale l'anno scorso ha fatto un bel campionato, che deve prendere ancora la sua decisione, cioè sembrava che volesse fare un campionato superiore però non ho capito o se avesse altri impegni per cui per il momento sembra fuoriuscito e poi, oltre al già citato Bisagno, abbiamo anche Alessandro Rocca che è stato l'altra sorpresa dell'anno scorso, il nostro migliore realizzatore dalle statistiche, che quest'anno a novembre dovrebbe laurearsi per cui dovrebbe rimanere fino a dicembre per cui lo considereremmo un po' come successo l’anno scorso con Bisagno, per la prima parte dell’anno ma dopo andrà via. Oltre questi qua, poi c'era stato anche Alfredo Iannetti, che non ha giocato molto con noi, ma partecipava ad allenamenti, che aveva un ruolo manageriale con le giovanili dell’Aquila, diciamo che va verso altri lidi. Poi abbiamo qualcun'altro che ha ancora da confermarci la decisione. Queste le uscite, le entrate sono praticamente a livello numerico quasi analoghe. Sono tutte entrate esperte, non abbiamo quest'anno dei giovani esordienti. Due giovani esperti provenienti dalla DR2, Giacomo Tasca che viene dalla DR2 veneta che è già iscritto a Trento, è un buon realizzatore che giocava con La Torre in Veneto, lui è venuto qui perché si è trasferito per questioni diciamo amorose, lo abbiamo conosciuto già al torneo di Ravina e si allena già con la nostra squadra. Il secondo giovane esperto, diciamo così, Sebastiano Martelli la scorsa stagione aveva fatto buon campionato, secondo realizzatore del CUS Trento, anche lui è già venuto con noi un po' al campetto, è emiliano e sono convinto che possa dare un bel contributo alla squadra. Oltre a questi abbiamo dei buoni esperti che entrano nel roster, partiamo da Giacomo Trivarelli ex Gardolo, che ritorna a giocare. Ritornano a giocare anche Max Zago e Pietro Scauso, entrambe ex Night Owls. Abbiamo riportato in campo questi giocatori, dei veri veterani che daranno la propria esperienza alla squadra. Ecco questi 5 sono già confermati, poi ho un'altro paio di contatti, ma come numero siamo a posto, ma siccome nel ruolo del 4 e 5 siamo un po’ carenti dopo l'uscita di Bisagno, c'è forse un ragazzo che adesso dovrò sentire a settembre, ha giocato in DR2 qualche anno fa, anzi forse addirittura in D, che potrebbe darci una mano come ruolo quattro. Io con questi numeri qua a livello teorico sono a posto, non so poi sappiamo benissimo che in DR2 poi durante la stagione se serve aggiungere qualche pedina in più si può fare.»

Da coach, dalla tua situazione non ti piacerebbe avere delle giovanili dalle quali pescare i talenti per poi lanciarli in campionato?

«Sarebbe bello ma troppo impegnativo, cioè per fare le giovanili bisognerebbe creare proprio una struttura apposita e poi diciamocelo chiaro questa continua spaccatura fra formazioni non aiuta per niente. Quest’anno, non so se hai visto, che c'è stato invece l'unione fra Gardolo, Villazzano e Lavis, i ragazzi sono questi, non ci sono migliaia di ragazzi che giocano, e continuare a spostarli da una parte all’altra, che vantaggio può darti? Secondo me sarebbe giusto che una società si concentri sui giovani e dopo ci siano più sbocchi a livello senior. Sappiamo che poi dopo c'è un'altro problema, quel discorso che in Federazione non puoi avere a livello amatoriale più di due squadre con la stessa società, neanche una in DR2 e una in DR3. Sono delle situazioni anche un po’ dispendiose, tanta burocrazia. Apprezzo molto quello che stanno facendo i Night Owls, ma dietro c’è la difficoltà economica, anche di reperire allenatori, organizzatori, eccetera.»

Stiamo più o meno sullo stesso argomento. Come mai Rovereto ha una squadra in B, mentre a Trento non ce n'è una in C, anzi nemmeno in DR1?

«Bella domanda anche questa. Lì c'è da dar merito al Rovereto, che ha lavorato bene all'ambito societario, ha trovato un buon filone di giocatori e ha anche trovato un allenatore che è riuscito a creare un gruppo coeso. La società dell’Aquila Basket, rischia ogni tanto di fare un po’ di ombra alle altre società, se non c'è una storia dietro, quindi se c'è un giocatore un po’ bravino, lo vuole l’Aquila, però sappiamo che non è facile ricollocarli quando non trovano sbocchi di livello, poi vedi quanti ne vengono da fuori. E’ dura, sì è dura se consideriamo che fino a qualche anno fa società come soprattutto Gardolo fanno una grossa fatica anche loro e che hanno i giovani del loro vivaio.»

Sappiamo una cosa bellissima dei Blue Bear che è trapelata da parte di qualche giocatore, ovvero che chi viene a giocare con voi deve fare da mangiare per gli altri in alcune occasioni. Puoi spiegaci come funziona questa cosa?

«C'è il roster della squadra ma poi c'è anche il roster culinario. Ogni componente deve portare da mangiare, è lì c’è un’altra direzione, in cui abbiamo un presidente del comitato, Giorgio Dalla Porta, il quale è obbligato a controllare tutte le scadenze dei vari compleanni o eventi e quindi pianificare e organizzare il post allenamento in maniera diciamo sistematica, non si sgarra e quindi nessuno deve sfuggire a questa pratica.»

Chi è il più bravo dietro i fornelli o a far dolci della squadra, diciamo quello che ha un qualcosa in più degli altri?

«Diciamo che ci sono quelli che si distinguono maggiormente, il migliore è certamente Bisagno, perché siamo arrivati a fare il pulled park, per cui ci siamo dovuti trasferire direttamente a casa di mio figlio che abita lì vicino a mangiarlo. Si danno battaglia anche il neo capitano Alessandro Casagrande e Ernesto Mastrangeli, che anche se in maniera saltuaria quando viene riesce a farsi apprezzare per le sue qualità. C'è anche chi è in zona retrocessione, non posso nominarli però. C'è una classifica ufficiale e anche se si fuoriesce, come ad esempio Angelini, pure lui è obbligato quando è il momento. Quest'anno quando ha avuto il figlio, ha portato da mangiare perché non è che uscendo dal roster normale il compito si interrompe.»

A questo punto chiudiamo l'intervista chiedendoti come sei tu ai fornelli e che tipo di cucina ti piace maggiormente?

«In generale quella trentina, il mio forte è il tortel di patate. Mi sono già cimentato di recente in un paio di appuntamenti con la squadra. Un altro mio pezzo forte sono gli arrosti e gli strangolapreti.»

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