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B interregionale

Lorenzo Zandonai ci dice quello che può sul nuovo Rovereto

Ad un anno di distanza esatto abbiamo incontrato Lorenzo Zandonai, direttore sportivo della JBR Rovereto, sentiamo le sue opinioni e proviamo a carpire quelle che potrebbero essere le novità per la nuova stagione.

Rompiamo il ghiaccio sentendo anche da parte tua un bilancio di com'è andata la stagione, anche se può essere un po' ripetitivo rispetto a quello già detto in altre interviste da parte di tuoi colleghi della società, cosa puoi dirci?

«Quando siamo partiti l’anno scorso, l'obiettivo era, come ha detto il nostro presidente (Enrico Bettini, N.d.A.) ai vostri microfoni, quello di salvarci. Poi è chiaro che il mercato è stato un mercato molto strano, nel senso che avevo chiuso una squadra, ma poi dopo abbiamo avuto qualche problemino con un giocatore che aveva una squalifica in atto ed è nata così l'occasione su Sam Gaye. Quella era una vera occasione, cioè non era nei nostri piani ed è stata veramente l'occasione di settembre, che però ha cambiato un po’ le prospettive. Cioè nel momento in cui a settembre chiudo con Sam io ho capito che l'obiettivo salvezza ci sarebbe stato davvero stretto, poi non avrei mai pensato di poterlo vincere, però ricordo benissimo una chiamata dove dissi al presidente: "se prendiamo Sam arriviamo tra le prime 5, poi dove non lo so ma nelle prime 5 sicuro". E' stata veramente un'occasione di mercato e lui era qui per cercare una squadra e abbiamo chiuso con lui però è stata una cosa particolare. Fino all'ultimo è stato faticoso perché abbiamo avuto un sacco di infortuni in questa stagione, nella parte finale mancava Mark Czumbel, giocatore fondamentale, quindi già solo l'assenza di Mark era importantissima, poi è arrivata quella di Medina. Le quattro sconfitte di seguito in regular season, che potevano ridimensionare il tutto, sapevamo perché sono arrivate, quindi io non mi sono mai spaventato per quelle, anzi in quel momento lì secondo me ci hanno fatto bene perché all'inizio glielo avevo detto anche ai ragazzi, quello che non mi piaceva in alcuni momenti è che ci guardavamo un po' allo specchio e ci sembravamo tanto belli e secondo me le quattro sconfitte ci hanno fatto capire che comunque su un campo da basket se non dai il massimo alla fine i risultati non arrivano. Quindi col senno di poi, ti dico che ci ha fatto tanto bene la serie negativa e poi devo dire la verità che i ragazzi, anche senza lo stimolo della società, ai play off hanno fatto comunque uno step importante e si è visto dal primo turno dei play off, si è visto che comunque cresceva la mentalità, la cattiveria e l'agonismo in campo, abbiamo assistito ad un vero cambiamento in corsa.»

Parlando di fatti recentissimi invece, cosa è successo con la squadra lombarda del Bottanuco nel primo spareggio promozione, era davvero una formazione su un'altro pianeta come qualche addetto ai lavori l’ha definita?

«Secondo me con il roster completo probabilmente avremmo perso comunque, però se la sarebbero dovuta sudare, a quel punto avevamo fuori Finarolli, Czumbel, Medina, poi si era gonfiato il ginocchio a Pisoni e pure a Xausa, quindi eravamo più in infermeria che in campo. Loro erano veramente forti, io nella mia testa immagino che quello possa essere un livello basso della serie B però era già una squadra secondo me fatta per poter giocare in B, perché erano tutti comunque fisicamente importanti con giocatori di esperienza e noi però eravamo veramente sotto un treno.»

Come è andato l’ultimo atto della stagione, la "battaglia di Caorle", dove per pochissimi punti anche se perdendo avete conquistato la promozione storica? Partita nervosissima se non sbaglio, dove Xausa ha perso addirittura due denti e lo speaker veneto ha preso una squalifica, tu eri presente?

«Io l'ho vista solo dal computer perché ero al mare, ma quello che si è visto era che secondo me non avevamo più benzina. Se hai visto ad esempio Pisoni, ha giocato pochissimo, solo all'inizio poi non stava bene. Non era a posto Mike Xausa che per noi è fondamentale, poi quando gli hanno rotto i due denti davanti la partita è cambiata tantissimo, ce l'avevamo in mano e lì probabilmente siamo stati poco furbi, perché secondo me eravamo sopra e potevamo gestire al meglio il vantaggio, ci siamo intestarditi a tirare tanto da tre invece che andare a cercare falli per i liberi e quindi abbiamo perso un po' la lucidità, ma secondo me non avevamo più benzina per poter vincere, perché erano ormai diverse partite che giocavamo sempre in 6 o 7, con rotazioni cortissime ogni volta.»

Ci puoi dire qualcosa sulla nuova formazione, conferme, giocatori nuovi in arrivo?

«Non ho una lista di giocatori nuovi, ti dirò siamo entrati nel mondo dei grandi e ogni giorno ricevo proposte, mi sono arrivati 7 messaggi di procuratori ora che stavo aspettando per l’intervista, tutti che propongono giocatori e noi dobbiamo cercare di fare, anche perché abbiamo un po' di esperienza su B che finiscono male, in passato ne abbiamo visti di casi al riguardo. Dobbiamo avere un progetto che sia sostenibile e l'unico modo perché lo sia è cercare di confermare quelli che noi riteniamo giocatori che possano stare in serie B. Abbiamo la fortuna di avere Aquila Basket e assieme ad Aquila riuscire a fare un qualcosa dove si possa fare una squadra interessante, si possano vedere dei giovani di valore. Secondo me la collaborazione sarà interessante, infatti abbiamo già fatto alcune riunioni e ho visto veramente una società disponibile, sono sempre stati disponibili, adesso probabilmente anche di più del solito, però l'unico modo per farla sostenibile è farla insieme a loro ad oggi. L'obiettivo è quello di salvarsi, per me se ci salviamo sono contento. E'difficile portare un giocatore nuovo in regione, perché comunque devi cominciare a pensare a un alloggio e comunque a dei rimborsi spese. E’ rischioso, lo abbiamo visto a Rovereto cosa è successo in passato più di una volta, abbiamo visto che è finita male, non serve guardare gli altri, che poi hanno avuto percorsi ancora più complessi, però a Rovereto la storia ci insegna che dobbiamo fare le cose un passo alla volta. Noi comunque vogliamo crescere e trovare nuovi sponsor, io ho visto una città che ha ripreso in mano l'amore per il basket quindi mi aspetto anche che ci siano persone che ci possano dare una mano in questo progetto. Comunque il primo obiettivo sul medio termine è quello di salvarci.»

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