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Aquila Basket, serve un "secondo" per Flaccadori

Come sempre, è una questione di punti di vista. Troppo presto per trarre anche solo un primissimo bilancio, dopo sole cinque partite di campionato. Ma è anche vero che, tra Supercoppa, Serie A ed EuroCup, la Dolomiti Energia Trentino ha giocato dieci partite, vincendone due e perdendone otto.

Diego Flaccadori (foto Severino Bigi)
Diego Flaccadori (foto Severino Bigi)

Dopo aver invocato un contributo maggiore da parte della panchina, domenica contro Treviso coach Molin ha subito la beffa di vedersi “tradito” da almeno tre dei “titolarissimi”. Riferendoci appunto al campionato, hanno vissuto il primo passaggio “a vuoto” (se così si può dire, visti i loro standard) Cameron Reynolds e Jordan Caroline, ed anche Wesley Saunders non ha certo brillato. Discreta o quasi la partita di Flaccadori, che resta comunque nel mirino della critica nazionale per l’interpretazione del suo nuovo ruolo. Fatto sta che i problemi sembrano nascere quando il numero 12 lascia il campo e, come logica almeno fino alla scorsa stagione avrebbe voluto, non viene rilevato nello spot di “1” da Toto Forray (che ormai gioca guardia, e con che rendimento!) ma, appunto, da uno tra Saunders e Bradford. Risultato: le guardie, di ruolo o di fatto, sono quattro (Saunders, Bradford, Conti e Toto), il playmaker uno solo, peraltro “di fresca nomina”. Non sappiamo, ovviamente, quali siano gli orientamenti del d.s. Rudy Gaddo, ma l’impressione è che potrebbe aver cominciato a pensare ad un taglio che liberi risorse per l’ingaggio di un play. Non perché Flaccadori, con buona pace dei soloni, non sia in grado di farlo, ma perché abbisogna appunto di un backup all’altezza della situazione, magari esperto, che ne so, un Luca Vitali, ancora free agent, da ingaggiare magari prima che ci pensi qualcun altro (Milano, che ha Delaney fermo ai box?).

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