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Presentato alla stampa Jeremy Morgan

Determinato, ambizioso e sorridente: Jeremy Morgan si presenta alla stampa mostrando voglia di crescere e di mettersi alla prova, pronto a fare un passo in avanti in una carriera che lo a sempre visto alzarsi di livello di stagione in stagione. Lo ha fatto al college, lo ha fatto in Europa, dove dopo le esperienze in Finlandia e Germania Morgan si confronterà per la prima volta con il campionato italiano e con l’EuroCup.
Assieme a lui, all’esterno della BLM Group Arena, il presidente di Aquila Basket Trento Luigi Longhi a dargli il benvenuto.

«Sono molto contento di poter dare a Jeremy il benvenuto a Trento, spero che si possa trovare bene in questa città, - dice il presidente Luigi Longhi - una città ospitale e di grande passione per il basket e per lo sport. Per noi che viviamo il mondo della pallacanestro è fondamentale poter ricominciare, speriamo di farlo presto con il gruppo al completo e di poterlo fare anche con il pubblico in tribuna, almeno in parte. Lo sport senza pubblico è come un piatto senza sale, magari è bello da vedere ma manca di un ingrediente fondamentale. Non è facile, lo sappiamo, ma ci crediamo. Detto questo, ci aspetta un anno complicato ma entusiasmante, perché molte squadre si sono rinforzate, e nonostante tutto la pallacanestro di Serie A ha dimostrato di saper offrire appeal ed essere di interesse per fan e media. In questo contesto abbiamo costruito una squadra intrigante, con giovani che hanno esperienza europea ma anche tanto potenziale: Jeremy è uno di questi, e siamo convinti potrà aiutarci ad essere protagonisti di questo campionato».

«Sono già entusiasta della città e della squadra- risponde Jeremy - Sono qui solo da qualche giorno, ma ho ottime sensazioni. Mi piacciono le montagne che circondano Trento, mi piace il modo in cui la squadra lavora in palestra. Per quanto riguarda l’aspetto più legato al basket, non vedo l’ora di potermi confrontare con l’alto livello del campionato italiano e dell’EuroCup: cercherò di fare il massimo per migliorarmi giorno dopo giorno come giocatore e per aiutare la squadra ad avere successo. Sono un lavoratore, uno che cerca di dare una mano ai compagni in campo: posso farlo con il tiro da fuori, che è una delle armi su cui ho lavorato di più in questi anni, ma anche con la difesa e il condividere la palla in attacco. Posso giocare in più posizioni, cerco di farmi valere a rimbalzo e avere un impatto in tanti aspetti del gioco. I miei nuovi compagni? Di persona non conoscevo nessuno, ma anche questo fa parte delle tante sfide che mi aspettano e non vedo l’ora di costruire qualcosa di importante con questa maglia addosso. Essere qui per me è una grande occasione e un grande orgoglio».

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