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mercoledì 6 settembre 2017
BASKET
Presentato Ojars Silins, l'ala lettone che torna in Italia

Dopo i sei anni a Reggio Emilia e l’esperienza a Bonn in Bundesliga, Ojars Silins è pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria carriera cestistica: lo farà a Trento, con la maglia della Dolomiti Energia Trentino. Squadra contro cui, come ha scherzosamente ricordato nella conferenza stampa di presentazione il presidente bianconero Luigi Longhi, Oj ha sempre disputato delle ottime prestazioni. Ora con i bianconeri l’ala lettone, classe ‘93, vuole essere protagonista in Italia e in EuroCup.
«La scelta di venire a Trento non è stata particolarmente difficile, è una società che in questi anni mi ha fatto una grandissima impressione: ogni anno è riuscita a fare qualcosa di speciale. Penso alla semifinale di EuroCup giocata due stagioni fa, che ho seguito in TV con grande interesse mentre giocavo a Reggio Emilia, o alla finale scudetto della scorsa primavera. Insomma, sono molto contento di questa chiamata: purtroppo un piccolo problema fisico mi ha impedito di prendere parte ad Eurobasket 2017, ma nel giro di pochi giorni comincerò ad allenarmi con il gruppo.
Lo scorso anno in Germania è stato molto impegnativo, avere più responsabilità dentro la squadra mi ha reso più maturo anche attraversando tanti alti e bassi: andare a Bonn mi ha fatto bene come giocatore e come persona».
«Le mie caratteristiche tecniche? Prima di tutto sono un giocatore di squadra, che prova ad aiutare i compagni su entrambi i lati del campo. In attacco ho una buona arma nel tiro da tre, ma sto lavorando tanto per evolvermi ed essere più aggressivo e completo; in difesa come tanti fanno già qui a Trento voglio poter dare un contributo contro ogni tipo di avversario, marcando tutte e cinque le posizioni. La cosa che mi affascina di più di Trento è che qua i giocatori migliorano tantissimo: lo scorso anno ho visto Shields in Germania, ma quello che ho ammirato nei playoff scudetto con la maglia della Dolomiti Energia e anche in questi giorni di allenamento sembra quasi un altro giocatore. Qui ognuno deve dare il
proprio contributo, tutti devono portare leadership e responsabilità».

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Foto di Lucia Bortolotti