Il personaggio
venerdì 22 maggio 2009
BASKET
«Difesa e orgoglio», firmato coach Baldiraghi
di Matteo Lunelli

Il Garda cartiere è arrivato all'ultima chiamata. Trieste conduce per 2-0 nella serie finale, ma la compagine trentina vuole provare in tutti i modi a portare i friulani a gara 4. Domenica a Riva si gioca la terza sfida, e coach Massimiliano Baldiraghi crede nei suoi ragazzi e nella sua squadra. «Noi ci proveremo fino all'ultimo, anche se sappiamo che sarà dura. Veniamo da una stagione bellissima e vogliamo provare con difesa e orgoglio a mettere i bastoni tra le ruote a Trieste».
Cosa vi è mancato in queste prime due partite di finale?
«Penso un po' di benzina in più. Siamo arrivati stanchi, abbiamo giocato al limite, anzi oltre il limite delle nostre possibilità per tanti mesi. Da febbraio spingiamo forte sull'acceleratore, abbiamo vinto la Coppa Italia e siamo arrivati primi in regular season, però ora paghiamo un po' dazio e siamo con il fiato corto. Gli infortuni non ci hanno certo aiutato: Di Salvatore out è pesato parecchio nell'economia del nostro gioco e nell'ultimo periodo di fatto abbiamo sei giocatori a disposizione e quindi è normale essere un po' stanchi».
Ormai conoscete bene i vostri avversari: cosa dovete fare per portarli a gara 4?
«In gara 1 è mancato un po' di lavoro difensivo, cosa che invece è funzionata nella seconda partita. Noi, in tutta la stagione, abbiamo puntato tanto sulla difesa, e quindi se funzionerà a dovere potremmo ancora dire la nostra. In attacco invece è necessario avere tanta pazienza, perché loro si chiudono bene e noi dobbiamo saper aspettare il momento giusto per colpire. Quindi la ricetta è grande difesa e pazienza in attacco. Poi dovremo mettere in campo tanto orgoglio e tirare fuori tutte le energie rimaste. In questi giorni abbiamo ricaricato un po' le pile e siamo pronti».
Le notizie dal fronte infortunati sono buone?
«Speriamo di recuperare Di Salvatore, anche perché, come ho detto, la sua assenza è pesata molto ed ha costretto tutti a dover fare gli straordinari. Per quanto riguarda Samoggia ha fatto le lastre al dito questa mattina. Ieri non era messo molto bene, ma lui è un guerriero e quindi penso potrà essere della gara».
Il fatto di giocare in casa può esservi d'aiuto?
«Speriamo che arrivi tanta gente ad incitarci. Giocare sentendo il calore della gente è sempre un aiuto in più. Tuttavia credo che il fattore campo non sia troppo importante, o forse chi lo sente un po' di più sono i nostri avversari che in casa loro possono contare su 3.000 persone, con gli ultrà che fanno un gran casino. In ogni caso noi tireremo fuori tutto il nostro orgoglio per la gente di Riva che ci ha sempre seguiti».
Vada come vada (incrociando le dita che vada alla grande), il bilancio resterà comunque positivo?
«Non positivo, ma straordinario: abbiamo fatto un'annata straordinaria. Certo che non vorremmo perdere in tre partite, credo non ce lo meriteremmo. Ad inizio anno nessuno puntava su di noi, poi siamo cresciuti passo dopo passo, superando le difficoltà fisiologiche del primo periodo, nel quale abbiamo dovuto far amalgamare una squadra nuova. Partita dopo partita siamo cresciuti, esprimendo spesso anche un bel gioco, coinvolgente e spettacolare. Tanta corsa, velocità, difesa a tutto campo sono stati il nostro marchio di fabbrica ed anche il pubblico che ci ha visto si è potuto divertire. Abbiamo portato nella bacheca della società una storica Coppa Italia e abbiamo chiuso al primo posto. Adesso c'è la finalissima. E fino all'ultimo secondo ci proveremo, con la difesa e con l'orgoglio».

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