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Stop per la Pallacanestro Bolzano, per un mese non si gioca

La decisione della Giunta Provinciale di stringere le maglie delle restrizioni per contrastare il propagarsi di Covid 19 è stata comunicata alla Pallacanestro Bolzano nella serata di giovedì. Dopo il blocco di larga parte delle attività economiche, di quelle scolastiche, della mobilità e di tanti altri settori della società, anche allo sport dilettantistico è stato chiesto un sacrificio.
Niente allenamenti e sospensione di tutte le gare di campionato sino al 29 novembre. Le Sisters quindi salteranno ben quattro incontri, che dovranno essere riprogrammati nel prossimo anno: ad Umbertide il 21, a Bolzano contro La Spezia il 28 e devono posticipare la complicata trasferta in Sardegna (biglietti e voli già prenotati) contro Selargius. Salta anche una seconda trasferta in Sardegna contro il CUS Cagliari, programmata il 5 dicembre.
La ripresa dell'attività agonistica è prevista il 13 dicembre, con gara interna contro la diretta avversaria per la salvezza Virtus Cagliari.

«Il momento richiede da parte delle autorità decisioni e da parte dei cittadini comprensione e rispetto delle regole. - dice Sandro Pezzi - Ci dispiace sospendere l'attività quattro settimane (due di lockout e due necessarie per riprendere) perché staremo senza giocare e senza allenarci. Vi saranno poi le gare da recuperare, turni infrasettimanali il località molto distanti da organizzare, voli da disdire e da riprenotare, complicazioni di ogni genere. Ma ci siamo interrogati: noi siamo parte di una comunità che sta soffrendo, fermarci non bloccherà il contagio, ma sicuramente regala il segnale che tutti devono fare la loro parte».
«Nel corso di queste settimane abbiamo seguito in maniera precisa e puntuale i protocolli di prevenzione. - spiega il presidente Cinzia Nivoloni - Siamo stati i primi a giocare a porte rigorosamente chiuse, anche quando era consentito avere pubblico. Siamo stati ancora i primi a dotarci di test rapidi antigenici nel mese di settembre per monitorare lo stato di salute delle nostre atlete. Abbiamo avuto l'accortezza di creare, assieme alle giocatrici, una "bolla" isolata e controllata. La fortuna e l'osservanza delle regole ci hanno consentito di preservare dal contagio l'intero team. Eravamo pronti, contrariamente ad altre discipline, per continuare con serietà il nostro percorso. L'autorità politica ha preso delle decisioni, ci allineiamo, sperando di poter essere di aiuto con l'esempio».

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